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L’epigenetica al simposio internazionale di pediatria

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Dal 24 al 26 ottobre, Cagliari ha ospitato il 20esimo simposio internazionale di pediatria e neonatologia, portando all’attenzione del mondo l’epigenetica.

Qui, si è compresa la portata del problema che abbiamo di fronte: la salute del nascituro dipende per la maggior parte da fattori ambientali quali emozioni, dieta, inquinanti, stress. Ovvero, dall’epigenetica, che è cruciale soprattutto nei primi mille giorni di vita.

Il DNA è infatti un hardware e il DNA mitocondriale passato dalla mamma è importantissimo.

Ma sono i fattori epigenetici a determinare se in placenta c’è abbastanza ossigeno. O se  esistono traumi emozionali impattanti. O ancora se vi sono carenze nella dieta o un microbiota in disordine.

L’epigenetica e lo straordinario support del Sistema SDrive sono quindi una frontiera di prevenzione non più ignorabile.

Bartolomeo Allegrini, Simona Nava, Vassilios Fanos, Katya Wulfhard, Giorgio Terziani, Grazia Fenu Pintori, Monica Greco, Marcus Stanton, hanno spiegato come il fattori ambientali determinino la salute psico fisiologica nei primi mille giorni di vita.

Il titolo della relazione presentata è “Dai primi mille giorni in avanti: la vita è un continuum. Epigenetica, Intelligenza Artificiale e Impatto ambientale”.

La salute del bambino? È (quasi) tutta epigenetica

Il dottor Marcus Stanton ha spiegato al congresso di pediatria che è l’epigenetica a determinare la salute del bambino.

Questi fattori, inclusa la dieta, sono mediati dalle citochine anche nel cuore della cellula, modulano l’assetto immunitario e cambiano il metabolismo. Al pari, così come le tossine cambiano il metabolismo, la mancanza di nutrienti essenziali affligge le funzioni enzimatiche. Lo stress ossidativo e nitrosativo mettono il corpo in costante tensione, portando a un invecchiamento più veloce

Placenta o plasticenta?

Quanto impatta l’epigenetica sul futuro del bambino significa capire che effetto hanno non solo la dieta, ma altresì gli inquinanti e la mancanza di sufficiente ossigeno.

I fattori epigenetici includono il microbiota materno  (orale, intestinale, vaginale), che è suscettibile di interferenze esterne quali la dieta e l’igiene orale.

Ne ha parlato al 20esimo simposio di pediatria e neonatologia Vassilios Fanos.

“Recenti indicazioni ci dicono che le microplastiche e nanoplastiche sono inquinanti con un impatto forte sulle future generazioni, perché i loro effetti tossici possono interferire con i meccanismi cellulari e immunitari durante la gestazione.

Il fenomeno è già battezzato plasticenta.

Fra le conseguenze dell’inquinamento, gli effetti degli interferenti endocrini, del fumo, di sostanze chimiche”. 

Epigenetica e primi mille giorni di vita: la mancanza di ossigeno come fattore cruciale

Vassilios Fanos ha portato ai referenti del 20esimo simposio internazionale di pediatria e neonatologia un altro problema cruciale: la mancanza di ossigeno o ipossia in ambiente placentare.

“La placenta, in caso di ipossia, può rilasciare sostanze che danneggiano i neuroni in via di sviluppo. Il danno cerebrale non avviene solo quando la quantità di ossigeno è inappropriata, ma anche per l’accumulo nella circolazione fetale di prodotti rilasciati dalla placenta, che influiscono sul sistema vascolare e sul metabolismo del cervello.

La fisiopatologia in questo caso non è nota e forse le nuove tecnologie “omiche” aiuteranno a comprendere meglio”.

La disfunzione placentare è centrale in tante complicazioni  della gravidanza: oggi ad esempio  si crede che molti disturbi psichiatrici nel bambino e nel giovane adulto derivino dall’esposizione a effetti avversi durante la vita fetale, ad esempio alla mancanza di ossigeno (ipossia).

Problemi psichiatrici e del neurosviluppo: l’impatto enorme dell’epigenetica

L’evidenza scientifica dimostra che le disfunzioni comportamentali nei bambini con disturbi dello spettro autistico (ASD) o altri problemi del neurosviluppo sono condizionati dal carico epigenetico. Molto rilevanti sono gli squilibri del microbiota, il carico di metalli pesanti, le difficoltà del sistema di detossificazione davanti a idrocarburi e inquinanti chimici. Miglioramenti sono stati visti anche evitando ai bambini esposizioni a gas come il radon.

Come ha sottolineato la prof Grazia Fenu Pintori, intervenuta al 20esimo simposio internazionale di pediatria e neonatologia

L’unità feto placentare regola lo scambio di nutrienti ma anche le emozioni e i sentimenti che rimangono impressi nei geni funzionali. Se essi, acquisiti durante lo sviluppo fetale,  persistono durante la crescita, costituiranno la base del temperamento e delle attitudini emozionali del giovane adulto.

L’eredità della mamma, il DNA mitocondriale e il fattore CELLFOOD

Giorgio Terziani, che ha portato in Italia il test dei marcatori epigenetici SDrive, ha parlato della meravigliosa capacità antiossidante e ossigenante di CELLFOOD.

Numerosi studi in vitro e in vivo confermano il potere di questo nutraceutico di favorire l’aumento di ossigeno, migliorare la produzione di ATP e ridurre lo stress ossidativo, uno dei fattori epigenetici più rilevanti in gravidanza.

Le disfunzioni mitocondriali affliggono non solo il metabolismo, ma il sistema nervoso centrale, il cuore, lo scheletro e i muscoli, oltre al metabolismo energetico della cellula. L’incidenza è di 1 su 5.000 neonati. Il supporto nutraceutico per la funzione mitocondriale è fondamentale.

Parlare di epigenetica, al 20esimo simposio di pediatria e neonatologia, significa anche parlare di nutraceutici come CELLFOOD, fondamentali nella prevenzione pre- primaria e primaria.

Gli studi in vitro dimostrano che CELLFOOD ha una capacità antiossidante altissima ed è in grado di proteggere le biomolecole (glutatione e DNA) e le cellule (eritrociti e linfociti) dal danno ossidativo dei ROS.

Studi sulle cellule endoteliali hanno mostrato che CELLFOOD favorisce un aumento dell’ossigeno e della produzione di ATP. Soprattutto, CELLFOOD è in grado di modulare l’ossigeno a livello cellulare.

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L’epigenetica e il sistema SDrive a beneficio di mamma e bambino

Anche nel contesto della pediatria e della neonatologia, l’epigenetica non è più ignorabile, perché gran parte dei problemi che affliggono l’organismo della mamma sono di natura ambientale. Preziosa, la testimonianza al 20esimo simposio di pediatria e neonatologia di Bartolomeo Allegrini, clinico, con una casistica immensa di test SDrive al suo attivo.

“Il test SDrive consente di verificare lo stato dell’organismo, in aree cruciali come i sistemi di detossificazione, lo stress ossidativo, la nutrizione, il microbiota, i mitocondri, l’impatto ambientale”.

Pensiamo solo che gli interferenti endocrini, come ha puntualizzato Simona Nava, ginecologa,

possono alterare lo sviluppo e la differenziazione dei gameti, mettendo le basi per il verificarsi di problemi ginecologici come la sindrome dell’ovaio policistico, l’endometriosi.

Anche l’infiammazione è un problema che può essere affrontato.

L’infiammazione è una risposta biologica complessa, sostenuta dal sistema immunitario e accentuata da vari stimoli patogenici.

Come ha spiegato Katya Wulfhard, in pediatria le maggiori cause di infiammazione sono patogeni (virus, batteri, parassiti, funghi), fenomeni autoimmuni, alimenti, ma altresì carico tossico proveniente da metalli, emozioni.  

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