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Report Sportivi

Oltre la retorica, e ben oltre gli importanti aspetti relazionali e ricreativi di sport ed attività fisica, gli scienziati stanno dimostrando che un allenamento costante può addirittura modificare parte del nostro DNA!

Il DNA non è il nostro  destino, infatti: i geni codificanti costituiscono dal 2 al 3% o poco più  dell’intero DNA. Il resto è indicato come DNA non codificante e rappresenta fino a oltre il 90%  del nostro sé fisico. 

I fattori ambientali perciò influenzano gran parte della nostra espressione genica e lo sport è uno di questi.

Un’attività  fisica regolare, secondo i ricercatori di Copenhagen, “diminuisce i rischi legati a malattie cardiovascolari, al diabete e anche ad alcune particolari condizioni neurologiche”.

Il sistema muscolo scheletrico: uno dei tanti sistemi che SDrve legge

Ma come può l’allenamento modificare il DNA? Gli effetti benefici dell’esercizio sull’organismo, secondo la ricerca, sono in parte guidati dall’adattamento del tessuto muscolo scheletrico.

Il muscolo scheletrico non è altro che il tessuto muscolare che permette i movimenti del corpo: costituisce oltre il 40% del peso dell’intero corpo umano e consuma circa il 30% delle energie del corpo. 

Il tessuto muscolo scheletrico costituisce l’apparato muscolare del corpo insieme ad altri due tipi di muscoli, quelli lisci e quelli cardiaci, il cui funzionamento è di tipo involontario. A quanto pare, il tessuto muscolo scheletrico è in grado di adattarsi agli “atteggiamenti” dell’organismo in maniera così rilevante da modificare parte dell’espressione dei nostri geni.

Oltre alle modifiche dirette alle cellule muscolari, infatti, l’esercizio costante produce importanti effetti sull’intero organismo, coinvolgendo cervello, fegato e tessuto adiposo in un “meccanismo di adattamento ancora poco conosciuto”.  L’analisi dei tessuti muscolari degli otto giovani volontari osservati ha dimostrato che esiste la possibilità di “migliorare” la propria impronta epigenetica proprio grazie all’esercizio fisico. 

I ricercatori hanno osservato infatti che la struttura di molti intensificatori di geni, dopo le sei settimane di allenamento intensivo, è risultata alterata.

Il test dei marcatori epigenetici con parametri idonei agli sportivi

Il test dei fattori epigenetici SDrive parte dal bulbo di 3 o 4 capelli, uno dei biomarcatori più potenti che abbiamo, per leggere oltre 800 marker epigenetici: vitamine, minerali, amminoacidi, metalli pesanti, acidi grassi, metabolismo, sintesi proteica, antiossidanti e infiammazione cellulare, virus, batteri, funghi, spore, sostanze chimiche, campi elettromagnetici. Nelle mani di un medico questo test rappresenta il navigatore essenziale per ottimizzare la performance, colmare le carenze nutrizionali, riequilibrare  i sistemi in squilibrio.

In soli 15 minuti il test legge le informazioni contenute nel bulbo in uno spettro che va dall’infrarosso all’ultravioletto.

La registrazione e la valutazione delle onde sinusoidali è una tecnica rivoluzionaria, che si basa su una legge fisica conclamata: ogni corpo avente una massa ha energia e vibra a una certa frequenza.
Rilevare i parametri frequenziali e non solo bio chimici consente di fornire alle persone una via nuova, completa, dal potenziale illimitato per attuare cambiamenti positivi al fine non solo di raggiungere il benessere ma di comprendere quali sono i fattori di rischio in atto nel loro organismo.


il report epigenetico fornito da S Drive costituisce un modo veloce ed efficace per ottenere una visura generale di tutti i problemi potenziali e dei fattori di rischio.

Grazie al report epigenetico, avremo ragionevoli certezze sul nostro programma nutrizionale ottimale. L’alimentazione pesa per il 70% sullo stato di salute, benessere e giovinezza del nostro organismo e seguire un protocollo ottimale permette ai nostri geni di esprimersi in maniera efficace, correggendo squilibri e debolezze prima che sfocino in patologie fisiche.