Vai al contenuto

Report Immunità e Benessere

Il capello è sempre stato usato in tossicologia per rilevare, nell’organismo di una persona,  la presenza di farmaci, composti tossici, sostanze stupefacenti. In campo medico legale, la matrice pilifera consente analisi molto precise.

Se una sostanza (per esempio una sostanza d’abuso e/o un suo metabolita) è rilevabile per alcune ore nel sangue ed alcuni giorni nell’urina, la stessa sostanza è rilevabile nei capelli per alcuni mesi o anni!  

Tale indagine è possibile grazie alla genesi e alla struttura del capello.

Mentre il capello cresce, registra tutto ciò che entra in contatto con il tuo organismo

Ogni bulbo pilifero possiede un proprio ciclo vitale: una prima fase di crescita detta anagenica (l’unico stadio in cui avverrebbe l’incorporazione delle droghe) della durata variabile da 2 a 7 anni; uno stadio intermedio detto catagenico di 2 settimane circa; infine,  uno stadio di riposo detto telogenico, di 3-4 mesi.

Pertanto nella parte prossimale del capello, quella cioè vicina alla cute, è possibile rilevare una esposizione temporalmente vicina all’assunzione, mentre spostandosi nella parte distale, verso la punta, si rileva un’esposizione più lontana nel tempo. Partendo dal presupposto che i capelli crescono di un centimetro al mese, una ciocca di 12 cm può rivelare il consumo di una sostanza nell’arco di un anno.

Abbiamo sempre usato il capello per avere informazioni precise in merito a storia e tipologia di consumo di una sostanza in ognuno dei mesi corrispondenti al segmento analizzato: anfetamine, benzodiazepine,  cannabinoidi, cocaina, oppiacei e tante altre sostanze.

Oggi la scienza fa un passo in avanti: dal capello arriva un check up completo in 15 minuti dell’intero organismo.

I follicoli piliferi e bulbari hanno dimostrato di essere bio-marcatori molto efficaci: cosa significa? Che  accumulano informazioni nel corso del tempo. Informazioni sui processi metabolici, spesso attivi prima dell’espressione di un  qualsiasi sintomo.

Le ciocche di capelli con i loro bulbi contengono un’ampia gamma di informazioni storiche riguardanti i parametri metabolici quali: fabbisogno di aminoacidi, stress di vitamine e minerali, fabbisogno di acidi grassi omega, sensibilità dovute a determinati alimenti o esposizione a frequenze elettromagnetiche (EMF ) e frequenze elettromagnetiche estremamente basse (ELF), o carichi tossici dall’ambiente.

Il capello è considerato una struttura che fornisce protezione, ma  agisce  altresì come un bidone dei rifiuti, immagazzina sostanze come i sottoprodotti del metabolismo cellulare che potrebbero potenzialmente danneggiare il corpo, oltre a proteggerci dall’effetto dannoso delle sostanze chimiche veicolate all’organismo per mezzo di cosmetici.

I fusti piliferi e i loro bulbi/follicoli immagazzinano dati metabolici e nutrizionali.

I peli possono essere trovati su tutte le principali superfici visibili del corpo: sono anche l’unica struttura corporea completamente rinnovabile senza cicatrici. L’ectoderma è lo strato esterno estremo del tubo neurale, che si forma alla fine della 4a settimana di gestazione. Questo sviluppa i capelli così come il resto del sistema tegumentario, che comprende la pelle, le unghie, i denti insieme al sistema nervoso che comprende il cervello, il midollo spinale e i nervi. Un feto in via di sviluppo ha tutti i suoi follicoli piliferi creati dalla 22a settimana di gravidanza. In questo momento, ci sono almeno 5 milioni di follicoli sul corpo; un milione di questi sono sulla testa, questo sarà il maggior numero di follicoli che avremo mai, poiché i follicoli non possono essere aggiunti più tardi nella vita. Quando invecchiamo, le dimensioni del corpo aumentano e la densità dei follicoli piliferi sulla pelle diminuisce.

Alla base del follicolo si trova la cosiddetta papilla dermica. Contiene capillari (piccoli vasi sanguigni), che alimentano la struttura. La parte viva del capello è il follicolo ed è l’unica parte alimentata direttamente dai capillari. Le cellule del bulbo si dividono ogni 23-72 ore, più velocemente di qualsiasi altra cellula del corpo. Per questo motivo, i capelli possono essere utilizzati per tracciare carenze metaboliche, un possibile deposito di metalli pesanti, tossicità metabolica, ecc. Questa serie di informazioni può essere utilizzata per tracciare la storia metabolica individuale.

l follicolo pilifero è a contatto con il derma e possiede cellule vive come melanociti, cheratinociti e fibroblasti. Tutte queste cellule contengono DNA nel nucleo.
Il capello è considerato una struttura che fornisce protezione, ma agisce altresì come un bidone dei rifiuti, immagazzina sostanze come i sottoprodotti del metabolismo cellulare che potrebbero potenzialmente danneggiare il corpo, oltre a proteggerci dall’effetto dannoso delle sostanze chimiche veicolate all’organismo per mezzo di cosmetici.
Il follicolo pilifero contiene enzimi noti come aromatasi e 19-idrossilasi, che trasformano gli ormoni maschili in ormoni femminili: cioè gli androgeni come il testosterone in estrogeni come l’estradiolo. Quindi, i capelli svolgono anche un ruolo nella regolazione neuroendocrina.
I capelli impiegano fino a 80 giorni per crescere; per questo il test SDrive deve essere ripetuto dopo un lasso di tempo di 90 giorni.

Come fa la scienza, ora, a leggere la radice del bulbo capillare?

“Noi siamo esseri bio elettrici –spiega il professor Pier Giorgio Spaggiari, fisico, medico, esperto di medicina quantistica. Quando andiamo a farci un elettrocardiogramma, raramente ci domandiamo a cosa servano quegli elettrodi sul petto. E che tipo di energia misurino.

Noi sentiamo il battito del cuore ma non percepiamo la corrente, caratterizzata da una grandezza fisica chiamata frequenza (ovvero il numero dei battiti al secondo). In realtà il tracciato che noi riceviamo rappresenta l’andamento del campo elettrico emesso dal cuore”.  Ma, come spiega Spaggiari “con Einstein e i grandi fisici dell’800, si arriva alla scoperta che la massa ha una energia ad essa proporzionale, espressa attraverso un’onda elettromagnetica a frequenza caratteristica. Di conseguenza, ogni corpo, essendo formato da masse di natura diversa, vibra a uno spettro di frequenze dato dalla somma di ogni singola frequenza”.

Questo rende possibile fare la risonanza magnetica nucleare in ospedale: il termine nucleare è riferito al nucleo di idrogeno preponderante nell’acqua (H2O) di cui il nostro corpo è formato (il 70% del nostro peso è rappresentato da acqua). Il termine magnetica si riferisce alla presenza di un campo elettromagnetico che può essere continuamente variato.

Il termine risonanza è legato al fatto che i nostri organi obbediscono a variazioni di campo elettromagnetico portate in questo caso dal radiologo.

Quindi possiamo affermare che il nostro corpo è un insieme di circuiti risonanti in grado di ricevere informazioni dall’esterno, oltre che a generarne dall’interno.

Infatti se esaminiamo le nostre cellule, vedremo al loro  interno un nucleo, entro il quale si trova il DNA, rappresentato con una doppia elica: questo null’altro è che un circuito oscillante in grado di generare onde elettromagnetiche.

Inoltre, essenziale considerare   il ruolo dell’acqua nel corpo umano.

Grazie ad essa tutte le reazioni biochimiche avvengono nel momento giusto, nel tempo giusto, per effettuare la reazione giusta. Come è possibile?

L’acqua si organizza in particolari raggruppamenti chiamati “domini di coerenza” che, vibrando a una opportuna frequenza, consentono di attirare molecole che oscillano alla stessa frequenza.

All’interno del dominio di coerenza nasce il campo elettromagnetico che consente alle molecole di incontrarsi a grande velocità (quella della luce). Perciò, le reazioni biochimiche che avvengono all’interno del nostro organismo non sussistono da sole, ma sono una faccia della stessa medaglia, il cui “rovescio” è rappresentato  dagli aspetti biofisici.

SDrive: una tecnologia che usa la bio fisica e l’Intelligenza Artificiale

La tecnologia SDrive scansiona migliaia di informazioni contenute nel bulbo capillare in modo semplice e veloce grazie a un programma operativo molto intuitivo che richiede la connessione a laptop attraverso chiavetta USB per la registrazione e il trasferimento dei dati.

SDrive utilizza una bobina di  Tesla per leggere le emissioni d’onda sinusiodali dei capelli completi di radice, che corrispondono a ogni elemento entrato in contatto con il nostro organismo.

Le informazioni così raccolte vengono digitalizzate prima di essere inviate al cervellone centrale, ubicato ad Amburgo, in Germania, che le restituisce sotto forma di report epigenetico in 15 minuti.

La registrazione e la valutazione delle onde sinusoidali è una tecnica rivoluzionaria, che si basa su una legge fisica conclamata: ogni corpo avente una massa ha energia e vibra a una certa frequenza.
Rilevare i parametri frequenziali e non solo bio chimici consente di fornire alle persone una via nuova, completa, dal potenziale illimitato per attuare cambiamenti positivi al fine non solo di raggiungere il benessere ma di comprendere quali sono i fattori di rischio in atto nel loro organismo.
Queste informazioni ambientali raccolgono le emissioni d’onda di un corpo con 7 trilioni di atomi, miliardi di cellule e migliaia di interazioni cellulari, che avvengono ogni secondo.
Queste particelle e questi processi vengono influenzati ogni secondo dall’ambiente, ovvero da ciò che mangiamo, dai nostri comportamenti, dalle nostre forme pensiero, con conseguenze importanti sul nostro benessere psico-fisico.
Un’analogia calzante di tale effetto è quella del sasso lanciato nello stagno, che provoca increspature concentriche sull’acqua. Queste onde portano molte più informazioni sul potenziale influsso ambientale rispetto a ciò che coglieremmo guardando solo il sasso.
E si muovono, interagiscono e si adattano in ogni istante a tutte le altre onde presenti nello stagno prima di svanire. Il nostro organismo fa lo stesso.
La tecnologia di indicizzazione di Cell Wellbeing ci permette di comprendere come interagisce ogni influsso nel quadro ambientale generale, leggendo il corpo come sistema al di là del limite che rappresenta osservare ciascuna onda, o il sasso, da soli.
Sono queste informazioni a fornire agli utenti una visione nuova e completamente diversa del loro organismo in relazione all’ambiente

Una tecnologia che consente di fare vera prevenzione

I capelli e le loro radici devono essere prelevati dalla nuca. Le informazioni d’onda hanno un vantaggio fondamentale: rilevano problemi nutrizionali o di altra natura prima che diventino una vera e propria carenza o di trasformino in una necessità fisica.
Quindi, il report epigenetico può indicare livelli nutrizionali insufficienti o risorse inadeguate nonostante i tradizionali esami dei liquidi -come l’esame del sangue- mostrino livelli normali. Inoltre, la visione dei parametri complessivi del corpo consente di valutare lo stato dei sistemi endocrino, immunitario, cerebrale, gastro intestinale, in maniera precisa.
Le onde non sono una misura fisica ma un vettore di informazioni in costante evoluzione e consentono di tracciare un quadro completo, a supporto di ogni altro parametro fisico.
Avere questo quadro permette alle persone di considerare delle misure preventive per contrastare l’invecchiamento prematuro, correggere potenziali debolezze cellulari e affrontare altri problemi associati a un profilo nutrizionale non ottimale.
Le informazioni d’onda rilevate attraverso i bulbi piliferi decadono rapidamente dopo pochi minuti: è quindi fondamentale testare i capelli completi di radice entro tre minuti dal prelievo sulla nuca del cliente.